Cosa fa sì che un acquerello astratto prenda davvero vita?
L'acquerello astratto è un delicato equilibrio tra intenzione e abbandono: un dialogo tra l'artista, il pigmento e la bellezza dell'acqua. In questa intervista, Besnik Xhemaili condivide il suo approccio creativo alla pittura astratta, il ruolo degli acquerelli DANIEL SMITH nel suo lavoro e le intuizioni che hanno plasmato il suo percorso artistico.

Come hai sviluppato il tuo stile astratto ad acquerello e che ruolo giocano il colore, la texture e la composizione nell'esprimere emozioni e movimento nei tuoi dipinti?
Il mio stile astratto ad acquerello non è qualcosa che ho inventato consapevolmente: si è evoluto naturalmente attraverso anni di pittura, sperimentazione e imparando a fidarmi di questo mezzo. L'acquerello ha una sua intelligenza intrinseca. Invece di cercare di dominarlo, ho imparato a collaborare con esso.
Per me, il colore è emozione prima ancora di diventare forma. Un singolo colore può cambiare completamente l'atmosfera psicologica di un dipinto. La texture si crea permettendo all'acqua, al pigmento e alla carta di interagire liberamente, rivelando dettagli inaspettati e imprevedibili. La composizione fornisce la struttura invisibile che mantiene in equilibrio questa libertà. Anche nelle mie opere più spontanee, ogni movimento trova infine la sua collocazione all'interno di un ritmo visivo intenzionale.


In che modo gli acquerelli DANIEL SMITH hanno influenzato il tuo processo creativo e a quali pigmenti o combinazioni di colori ritorni più spesso nelle tue opere astratte?
Gli acquerelli DANIEL SMITH hanno ampliato le mie possibilità perché mi permettono di lavorare con una straordinaria intensità di pigmento, trasparenza e granulazione. Reagiscono magnificamente all'acqua, e questa reattività è essenziale nella pittura astratta, dove le interazioni più sottili spesso diventano i momenti più significativi.
Raramente penso solo in termini di colori preferiti. Piuttosto, penso in termini di relazioni tra i colori. Spesso ritorno ad abbinamenti di ricchi pigmenti terrosi con vivaci colori contemporanei, permettendo a toni caldi e freddi di creare tensione e armonia allo stesso tempo. I pigmenti granulari sono particolarmente preziosi perché introducono una complessità naturale che non può essere riprodotta artificialmente.
La qualità del pigmento mi dà la sicurezza di lavorare con audacia, pur preservando la delicatezza che l'acquerello richiede.



Come si concilia la spontaneità con la pianificazione accurata nella creazione di un acquerello astratto, dalla prima stesura fino ai ritocchi finali?
Ogni dipinto inizia con l'apertura mentale piuttosto che con la certezza.
Le prime velature sono intuitive. Lascio che l'acqua, la gravità e il pigmento creino possibilità, invece di forzare soluzioni immediate. Man mano che il dipinto prende forma, l'osservazione diventa più importante dell'azione. Trascorro tanto tempo a osservare quanto a dipingere.
A un certo punto il dipinto inizia a comunicare la propria direzione. Il mio ruolo si trasforma da creatore ad ascoltatore. Le decisioni finali diventano sempre più ponderate: aggiungere enfasi, semplificare i passaggi superflui e preservare la freschezza che si percepiva nelle fasi iniziali.
Per me, la sfida più grande è sapere quando fermarsi. Un acquerello riuscito è spesso definito da ciò che viene lasciato intatto.



Quale dei tuoi acquerelli astratti rappresenta al meglio la tua visione artistica e cosa speri che altri artisti imparino o traggano da esso?
Piuttosto che identificare un singolo dipinto, considero il mio corpus di opere come un dialogo continuo. Ogni dipinto risponde alle domande sollevate dal precedente, aprendo al contempo nuove domande per il successivo.
Se c'è un'idea che definisce la mia visione artistica, è la ricerca della libertà all'interno della disciplina. L'acquerello è al tempo stesso fragile ed esigente. Premia la sicurezza ma punisce l'esitazione. Questo paradosso mi affascina.
Spero che altri artisti capiscano che l'originalità non deriva dal cercare di essere diversi. Deriva dal lavorare con onestà e costanza, lasciando che le proprie esperienze plasmino il linguaggio visivo. La tecnica è importante, ma è l'autenticità che conferisce a un dipinto una presenza duratura. E sì, naturalmente il tema dei tulipani è il mio preferito.

Quali consigli daresti agli artisti che si stanno appena avvicinando all'acquerello astratto e desiderano sviluppare un proprio stile artistico unico?
Abbi pazienza con te stesso.
Non inseguire lo stile. Insegui la curiosità.
Padroneggia i fondamenti dell'acquerello: comprendi l'acqua, il pigmento, i tempi e la carta, ma non lasciare che la tecnica diventi un limite. Sperimenta costantemente, accetta gli errori come preziosi insegnamenti e dipingi con sufficiente regolarità affinché la tua mano inizi a muoversi naturalmente, senza pensarci troppo.
Soprattutto, evita di confrontare il tuo lavoro con quello degli altri. La tua voce artistica si sviluppa a partire dalle tue esperienze, osservazioni ed emozioni. Più dipingi con onestà, più il tuo lavoro diventerà originale.
In definitiva, dipingere con l'acquerello non significa controllare l'acqua. Significa imparare quando guidarla, quando fidarsi di essa e quando semplicemente lasciarla parlare.


Attraverso anni di esplorazione, Besnik Xhemaili ha scoperto che l'acquerello astratto è tanto una questione di fiducia quanto di tecnica. Il suo percorso incoraggia gli artisti ad abbracciare la curiosità, a lasciarsi guidare dal colore e a sviluppare una voce che sia unicamente propria.
Hai mai provato a dipingere in modo astratto con gli acquerelli, o è qualcosa che ti piacerebbe esplorare? Ci piacerebbe vedere la tua interpretazione originale: condividi le tue creazioni colorate e non dimenticare di taggarci 😊

Un professore con la passione di uno studente, Besnik Xhemaili Nato, vive e lavora come artista in Kosovo ed è un appassionato partecipante a numerosi eventi di acquerello in tutto il mondo. In qualità di leader degli acquerellisti del Kosovo, gestisce le attività dell'IWS Kosovo e organizza molti festival di acquerello.
I suoi acquerelli sono realizzati principalmente in stile contemporaneo, applicando pennellate e la sua particolare tavolozza di colori a forme astratte ed espressive, ma ha anche dimostrato le sue doti di disegnatore dipingendo diversi ritratti e opere figurative.





